Mondo NBA

DENVER VORREBBE TENERSI ANTHONY

01 SETTEMBRE 2010

Presentazione ufficiale per Masai Ujiri, il nuovo vice president of basketball operations dei Denver Nuggets, in pratica colui che dovrà gestire il mercato della franchigia del Colorado. E il primo compito non si preannuncia dei più facili, tutt’altro. Ujiri eredita infatti la patata bollente Carmelo Anthony, sempre meno incline a legare il suo futuro alla squadra che lo ha scelto nel ricchissimo draft del 2003, quello di LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh per intenderci. L’offerta di un prolungamento di altri tre anni per complessivi 65 milioni di dollari è ancora a disposizione dello stesso Anthony, ma non sarà facile convincere il giocatore a firmarla con la prospettiva di rimanere a Denver. Un campione del suo calibro, con il contratto in scadenza tra meno di 12 mesi, fa gola a moltissime franchigie NBA, e i Nuggets sono consapevoli che se il giocatore decidesse di non rifirmare con loro, il rischio di perderlo senza ricevere nulla in cambio potrebbe rivelarsi un’amara realtà tra un anno, come hanno scoperto a Cleveland quest’estate dopo la scelta di James di trasferirsi dalle parti di South Beach. Ujiri cercherà prima di tutto di parlare con il suo All-Star, proprio per monitorare le intenzioni di Anthony: “Penso di poter riuscire a convincerlo di restare un Nugget. Ma onestamente non posso sapere se alla fine la cosa andrà a buon fine. Siamo ancora in una fase interlocutoria, ma di sicuro posso dire che noi vorremmo che restasse, la città vorrebbe che restasse, la proprietà vorrebbe che restasse”, ha dichiarato durante la sua presentazione Ujiri. Pubblicamente Anthony non ha ancora fatto sapere le sue intenzioni, ma se la volontà del giocatore fosse quella di cambiare squadra, Denver farà di tutto per non trovarsi con un pugno di mosche in mano il prossimo 1° luglio, ovvero cercherà di cedere quanto prima il suo All-Star al miglior offerente.

ATLANTA, JAMAL CRAWFORD VUOLE IL RINNOVO

31 AGOSTO 2010

Dopo aver rifirmato Joe Johnson, la stella della squadra, con un sontuosissimo nuovo contratto di 6 anni per l’ammontare complessivo di più di 120 milioni di dollari, il general manager degli Hawks, Rick Sund, si ritrova alle prese con un’altra importante decisione da prendere relativamente ad un possibile rinnovo di un suo giocatore. Jamal Crawford, arrivato la scorsa estate dai Golden State Warriors, ha fatto sapere di voler conoscere al più presto se gli Hawks sono intenzionati a puntare su di lui anche nei prossimi anni. Il giocatore ha ancora un anno di contratto (scadenza estate 2011) e la sua volontà sarebbe quella di non dover aspettare altri 12 mesi per mettere la firma su un nuovo contratto, monetizzando di fatto il buonissimo rendimento della passata stagione. Ma la priorità per Atlanta in questo momento non è certo Crawford. Tutte le attenzioni sono infatti rivolte al giovane centro Al Horford, che tra un anno diventerà restricted free agent, e un bel po’ di squadre NBA non perderebbero molto tempo ad offrirgli un max contract a partire dal 1° luglio del 2011. Se gli Hawks, storicamente una delle franchigie più attente a non dover pagare nemmeno un centesimo di luxury tax, decideranno di offrire una proposta di rinnovo ad uno dei propri attuali giocatori, quello sarà con tutta probabilità proprio Horford, non certo Crawford. Scelte importanti attendono quindi il general manager Sund, che dovrà fare i salti mortali per cercare di mantenere ancora intatto un gruppo di giovani talenti che in questi anni ha riportato Atlanta ad essere una squadra rispettata e temuta in tutta la NBA.

KEVIN MARTIN: “SIAMO FORTI ANCHE SENZA ARIZA”

30 AGOSTO 2010

Dopo aver trascorso la prima parte di carriera in una squadra perdente, l’ex guardia dei Sacramento Kings è decisamente soddisfatto di far parte adesso di una realtà vincente come gli Houston Rockets, e soprattutto non vede l’ora che inizi la stagione 2010-2011 per dimostrare tutto il suo valore. L’anno scorso non è stato certo facile per Martin: problemi dal punto di vista fisico culminati con l’operazione al polso sinistro a novembre (solo 46 gare disputate complessivamente tra Sacramento e Houston), e soprattutto lo scambio sul mercato che lo ha visto coinvolto a stagione in corso, culminato con l’approdo alla franchigia texana. Lasciare l’unica squadra con la quale aveva fino a quel momento giocato a livello professionistico, e di cui era il leader indiscusso, gli ha comportato qualche problema di adattamento. Ma adesso lo stesso giocatore dichiara di essere una persona felice per il fatto di far parte di una franchigia abituata a disputare i playoff quasi tutti gli anni – eccezione l’anno scorso, quando i Rockets sono rimasti fuori dalla post-season nonostante il record di 42-40. Se a questo aggiungiamo il fatto che l’ex guardia dei Kings ha ritrovato sulla panchina dei texani il suo ex allenatore nei suoi primi anni a Sacramento, ovvero Rich Adelman, non è certo difficile capire perché a Martin non manchino certo le motivazioni per far bene anche a Houston: “Sono contentissimo di far parte di un’organizzazione come questa. Ognuno sa quello che deve fare, e tutti vanno in campo e cercano di eseguire al meglio il proprio compito. E’ stato molto bravo il nostro general manager, Daryl Morey, ad acquisire giocatori dotati di classe e che sono altamente motivati”. La cessione di Trevor Ariza potrebbe venire considerata da molti come un indebolimento a livello di talento complessivo della squadra. Ma Martin la pensa diversamente: “E’ solo la dimostrazione di quanto Daryl abbia fiducia in Shane Battier e in Chase Budinger nel ruolo di ala piccola. Nel nostro attuale quintetto titolare Shane è il nostro 'defensive stopper', e questo ci sarà di enorme aiuto. Tutti noi dovremo farci carico del contributo offensivo e difensivo che con la partenza di Trevor verrà a mancare. Ma il nostro sistema di gioco ci consentirà di farlo”. Martin è entusiasta anche del fatto di tornare a giocare per un allenatore di cui apprezza moltissimo il modo di giocare: “Mi trovo benissimo nel sistema di gioco di Rick, che si basa sul leggere e reagire”. Dal ritorno alla piena efficienza di Yao Ming e dello stesso Martin dipenderanno necessariamente le chance di playoff di una squadra che si è molto rinnovata negli ultimi 12 mesi.

  « precedente   1   2   3   4   5   6   7   8   9   10   11   12   13   14   15   16   17   18   19   20   21   successiva »  

Hai ricevuto il codice abbonato?

Clicca QUI per validare il tuo account.

(Solo per chi si è abbonato prima del 4 maggio 2010)