10 ottobre 2017
Si colloca alla metà del Novecento il fenomeno comunemente conosciuto come corsa all’oro, che in meno di un decennio portò centinaia di migliaia di persone a trasferirsi verso l’ovest USA (in particolare verso la California) alla ricerca del prezioso materiale.

Un materiale di cui è ricoperto — almeno superficialmente, a 24 carati — anche il Larry O’Brien Trophy, che oggi è di casa proprio in California, sulla Baia tra San Francisco e Oakland, e che in questa estate 2017 sembra aver scatenato un altro tipo di corsa a ovest, quella di alcune tra le più importanti superstar NBA.

I nomi li conoscete: sono quelli di Paul George (trasferitosi da Indiana a OKC), Jimmy Butler (da Chicago a Minnesota), Paul Millsap (da Atlanta a Denver) e ultimo ora anche quello di Carmelo Anthony (da New York anche lui nell’Oklahoma a far compagnia a George). Nessuno in California ma tutti a ovest, quasi a voler accerchiare il regno dei campioni in carica, in attesa di dare l’assalto al Larry O’Brien Trophy saldamente nelle mani dei vari Steph Curry e Kevin Durant.

Un flusso migratorio curioso, che sembra innalzare ancora di più il livello competitivo già mostruoso di una Western Conference agguerritissima — e per questo motivo quindi sempre più difficile da vincere, complicando lo scopo ultimo che sta alla base della migrazione stessa — lasciando invece la Eastern Conference all’apparenza nelle mani dei soliti padroni, Boston e Cleveland (che per rendere le cose più interessanti, però, si sono scambiate le proprie point guard All-Star).

Il campionato NBA che sta per iniziare — quest’anno in anticipo rispetto al passato, ecco perché torniamo dal break estivo offrendovi subito la nostra consueta Season Preview — può essere letto e presentato (anche) in questa maniera, ma come al solito ovviamente c’è molto di più. Ci sono nuove coppie (Paul & Harden ai Rockets), nuovi Big Three, più (Westbrook-George-Anthony in maglia Thunder) o meno (Irving-Hayward-Horford) chiacchierati, alcuni super sexy (Towns-Butler-Wiggins ai T’Wolves) altri meno ortodossi(Gallinari-Griffin-Jordan a L.A.) e almeno un nuovo Superteam (Thomas-Wade-James-Love ai Cavs) — tutti da testare.

Ci sono squadre che appaiono pronte verso grandi salti in avanti (Minnesota, Milwaukee e Philadelphia su tutte) e altre che finalmente tornano a far parlare di sé (i Lakers ad esempio, grazie a Lonzo Ball). E poi, ovviamente, ci sono loro, i Golden State Warriors, in corsa — anzi, favoriti — per il titolo NBA ma anche per quello di squadra più forte di sempre. Il destino in un nome — Golden State, appunto — e il Larry O’Brien Trophy che luccica e risplende a 24 carati tra le loro mani. Che la corsa abbia inizio.

Mauro Bevacqua
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