5 luglio 2017
Ha vinto la squadra più forte.

Ha vinto la squadra più forte di tutti i tempi?

Impossibile dirlo — ma legittimo chiederselo, ed è già questo un segno del loro valore. Quel che si può dire di questi Golden State Warriors è sottolineare l’ovvio — ma non per questo meno importante — ruolino di marcia nell’ultimo triennio. Hanno vinto il titolo nel 2015, esprimendo l’MVP della lega (Steph Curry).

Si sono resi protagonisti della miglior stagione NBA di sempre (73 vittorie, 9 sconfitte, infrangendo il primato dei Chicago Bulls di un certo Michael Jordan) trascinati ancora una volta dal primo MVP unanime della storia del gioco (Steph Curry, di nuovo) — per cedere soltanto all’ultimo tiro dell’ultima partita dell’ultima serie dell’anno. Sono tornati a vincere il titolo NBA in questo giugno 2017, non prima di aver compilato il miglior record di sempre nella storia dei playoff NBA, 16-1 (94.1%, superando quello stabilito nel 2001 dai Lakers della coppia Kobe-Shaq). E ancora.

Da tre anni sfoggiano il miglior attacco della lega, migliorandolo costantemente (da 109.7 a 112.5 a 113.2 punti per 100 possessi: “Mai visto una squadra con questo potenziale offensivo”, le parole di LeBron James durante le Finals 2017) e lo stesso si può dire per il net rating di squadra (11.4, 11.8, 12.1). Con in squadra attaccanti del calibro di Steph Curry, Klay Thompson e — da quest’anno — Kevin Durant, anche i dati di percentuale reale al tiro (che ponderano il diverso peso dei liberi e delle conclusioni da tre punti) sono sempre stati i migliori della lega — e sempre in crescita (57.1% il primo anno, 59.3% il secondo, 59.7% la stagione appena conclusa).

Merito del talento individuale degli interpreti ma anche di un sistema di pallacanestro corale e altruista che ha sublimato il motto targato Spurs “from good to great”: primo posto incontrastato per assist distribuiti durante tutto il triennio e cifre sempre migliori, dai 27.4 del 2015 ai 28.9 del 2016 fino a superare nella stagione appena conclusa sia la barriera dei 30 assist a sera (30.4) che quella ancora più incredibile del 70% di assist percentage (70.5%, su 10 canestri segnati dagli Warriors, più di 7 sono stati assistiti — 2.491 su 3.532, per l’esattezza).

E poi — last but not least, ovviamente — la difesa, la migliore in assoluto l’anno del primo titolo ma sempre da top 5 nelle due stagioni successive (quarta l’anno scorso, seconda quest’anno). Ha vinto la squadra più forte. E non da oggi.

Mauro Bevacqua
Direttore Rivista Ufficiale NBA

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