6 marzo 2017
L’occasione era troppo ghiotta.

L’All-Star Weekend di New Orleans è ancora fresco nella nostra memoria – tanto che ai protagonisti del fine settimana delle stelle dedichiamo entrambi i nostri poster e anche uno spettacolare Photobook – e così, sfruttando la ricorrenza, ci siamo resi conto che il 66° All-Star Game celebrava anche, in realtà, il 70° anno di vita della NBA.

Per i primi 50, celebrati nel 1997 a Cleveland, la lega aveva fatto le cose in grande, selezionando i 50 giocatori più forti di sempre ma anche le 10 migliori squadre e i 10 migliori allenatori. Così ci siamo detti: perché non aggiornare la lista?

Se gli anni sono diventati 70, l’idea è stata di portare a 70 anche la lista dei campioni più leggendari. Ha significato selezionarne altri 20, ed è stato tutt’altro che semplice. Nel 1997, ad esempio, aveva fatto scalpore l’esclusione dal gruppo degli eletti di uno come Bernard King. Già da subito noi vogliamo fare ammenda con tutti i suoi fan – no stessi ci contiamo senza esitazione tra quelli – perché un analogo snub (come lo chiamano in inglese, una sorta di affronto) questa volta tocca a un giocatore incantevole come Tracy McGrady. T-Mac, a ulteriore testimonianza della sua grandezza, è stato selezionato per poter entrare nella Hall of Fame già il prossimo settembre, ma dalla nostra lista è rimasto fuori – e con lui sicuramente altri grandi nomi degli ultimi due decenni di NBA (Carmelo Anthony?). Il motivo è presto detto: i campioni sono tanti, i 20 posti ambitissimi.

Nei 50 di Cleveland, quelli annunciati dalla NBA, c’erano 11 giocatori in attività al momento della celebrazione. Allo stesso modo sono 11 anche quelli ancora oggi sul parquet tra i 20 che abbiamo selezionato noi, per l’intervallo temporale 1997-2017.

Alcuni sono delle ovvie scelte obbligate (nessuno spoiler nel rivelarvi che non mancano i nomi di Tim Duncan o di Kobe Bryant, ad esempio) ma per altri è stato sicuramente più difficile determinare l’inclusione o l’esclusione. Abbiamo tenuto in conto le vittorie ottenute – così ci è sembrato avesse fatto anche la NBA vent’anni fa – e l’impatto avuto sul gioco, ma poi ovviamente ognuno ha le sue opinioni e ognuno resta magari della sua idea. Che può (anzi, deve) essere magari contraria alla nostra, perché anche questo è il bello di un giochino come questo.

NBA@70: fateci sapere i vostri preferiti!

Mauro Bevacqua
Direttore Rivista Ufficiale NBA

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