10 gennaio 2017
L'anno scorso ha fatto giustamente notizia la prima vittoria di sempre all'unanimità (131 voti per il primo posto su 131 disponibili) del premio di MVP da parte di Steph Curry - il suo secondo in fila per altro (come solo Magic, Michael e Steve Nash prima di lui tra le guardie).

Meno, molto meno, ha fatto invece parlare il secondo posto di Kawhi Leonard, risultato che di fatto ha reso l'ala degli Spurs - minus Curry - il migliore giocatore della NBA. Davanti a LeBron James, a Russell Westbrook, a Kevin Durant, per dire.

E ancora. Kawhi Leonard - 25 anni, solo alla sesta stagione nella lega, già votato per due volte Difensore dell'Anno NBA - sta migliorando per la sesta volta consecutiva la sua produzione offensiva. Sta diventando - anzi, è ormai diventato - un attaccante, e che attaccante!

Il dato grezzo, quello dei punti a partita, è già di suo impressionante; 7.9 da rookie, 11.9 il secondo anno, poi 12.8, 16.5, 21.2 l'anno scorso e 24 a sera attualmente. La stessa implacabile progressione viene confermata guardando al suo Offensive Rating, analogamente cresciuto in ognuna delle sei stagioni, da 106.9 a 110.0.

Un occhio al suo Usage Rate - la percentuale di possessi utilizzato dal n°2 nero-argento all'interno dell'attacco degli Spurs - porta alla perfetta chiusura del cerchio: se solo nel 2013-14 Leonard utilizzava soltanto il 18.3 dei possessi dei suoi, il dato è cresciuto man mano, salendo al 23% due stagioni fa, al 25.8 l'anno scorso fino al 30.6 attuale, numero che sgombra il campo da ogni possibile equivoco: i San Antonio Spurs sono la squadra di Kawhi Leonard.

Cronometrato a quota 30 o più punti solo quattro volte in tutta la carriera fino all'inizio dell'attuale campionato, ha già toccato il trentello in sette gare quest'anno, affermandosi come una forza difficilmente contenibile dalle difese di tutta la lega.

Il dato più incredibile: nelle ultime due stagioni solo il 45% dei suoi canestri era assistito - a voler dire cioè che più di un canestro su due (il restante 55%) Leonard lo otteneva mettendosi in proprio, creandosi il proprio tiro, magari in isolamento, uno-contro-uno. Il dato ora è salito ancora, fino al 63.9%: quasi due canestri su tre sono frutto del suo - fino a ieri trascurato - talento offensivo.

Kawhi Leonard non-si-può-fermare, né con le buone, né con le cattive (da 4.6 a 6.9 il salto anche nei tiri liberi tentati, peraltro convertiti con una percentuale superiore al 91%).

Che dite, si è meritato la nostra copertina?

Mauro Bevacqua
Direttore Rivista Ufficiale NBA
 

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